Sergio Pellisier, l’ultima bandiera di un calcio che non c’è più

Quella del 19 maggio 2019 è un’altra data importante per il nostro calcio, una data che ricorderemo con malinconia, visto che vede l’addio dal campo di gioco, dell’ultima bandiera di un calcio che non c’è più: stiamo parlando di Sergio Pellisier.

Gli inizi

Nato a Aosta, ma originario di Fènis, Sergio inizia la sua carriera calcistica nelle giovanili del Torino, dove a suon di goal riesce a guadagnarsi l’esordio in Serie B, il 9 marzo 1997, in una partita contro la Salernitana. Nell’estate successiva la dirigenza decide che l’allora ragazzo, abbia bisogno di fare gavetta, e così viene girato in prestito al Varese, in C1 (attuale Lega Pro), dove il suo contributo prezioso di 53 presenze e 9 reti, permette nel giro di due anni, di conquistare i playoff. I suoi goal vengono notati, e nell’estate 2000, viene acquistato dal Chievo, che lo gira in prestito alla Spal. Qui Pellisier mette a segno 3 reti in 14 presenze nella prima stagione, statistiche che convincono la società a strappare un altro anno di prestito dai clivensi. Nel secondo anno a Ferrara la musica però cambia, e i goal sono 14: il nostro attaccante di razza inizia a farsi notare sul serio. Inutile dire che alla Spal cercheranno in tutti i modi di tenerselo stretto ancora un altro anno, ma il giocatore viene richiamato a Verona. Siamo nel 2002, e Sergio Pellisier sta per entrare stabilmente nella cerchia dei titolari della società clivense, per uscirne solamente dopo ben 17 anni.

L’esordio in Serie A

L’esordio nella massima serie arriva il 22 settembre 2002, nella partita che il Chievo perde per 1-2 contro il Brescia. Debutta anche in Europa, contro la Stella Rossa nel match di Coppa Uefa (attuale Europa League). Dobbiamo attendere il 3 novembre per esultare al suo primo goal in maglia gialloblù, ai danni di una squadra dagli stessi colori: il Parma. La sua prima stagione termina con 25 presenze e 5 reti, che però non basteranno a garantire la qualificazione in Europa anche per l’anno successivo. Anno dopo anno e stagione dopo stagione, Pellisier diventa sempre più importante per il suo Chievo, scalando ogni gerarchia a suon di goal. In particolare, nella stagione 2004-2005, evita la retrocessione con una rete all’ultima giornata di campionato.

Dalla cavalcata europea alla Serie B

L’anno successivo, dalla salvezza, il Chievo passa al sogno europeo: la squadra (grazie anche ai 13 goal di Sergio) raggiunge il settimo posto, ma le sentenze di calciopoli che stravolgono la classifica come un fulmine a ciel sereno, parlano chiaro: Chievo in Champions League. Purtroppo però i veneti non riusciranno ad approdare nella vera e propria Europa, venendo eliminati al terzo turno preliminare dal Levski Sofia, per un punteggio totale di 2-4. Inoltre, la stagione si chiude anche con un altro fallimento, la retrocessione in Serie B. Le offerte in estate di certo non mancano per rimanere nella massima serie, ma Pellisier decide di rimanere fedele, guadagnandosi la fascia di capitano e trovando subito la risalita con 22 centri.

Fedele alla causa

Le stagioni passano, e il Chievo, è perennemente coinvolto nella lotta per non retrocedere: i suoi goal infatti, sono l’unico appiglio a cui aggrapparsi, arrivando, alla prima giornata del campionato 2012-2013 a festeggiare le 300 presenze in A, tutte con la stessa maglia: quella del Chievo. Un problema però, arriva nella stagione 2013-2014, quando sulla panchina siede Eugenio Corini, suo ex compagno di squadra nel 2000 e che tratta Pellisier in una maniera disumana: lo elimina infatti dalle gerarchie dei titolari, e lo fa allenare con la primavera. Da vero professionista cerca di cogliere ogni occasione, ma i minuti sono veramente pochissimi, arrivando a un vero e proprio punto di rottura quando a Corini viene rinnovato il contratto: Sergio, stremato dalla situazione dichiara di voler lasciare il Chievo.

Ancora una volta decisivo

Nonostante tutto però, decide di rimanere, e dopo l’esonero di Corini, quando subentra Rolando Maran, si rende autore di una doppietta nei minuti di recupero della partita contro il Cesena, regalando ancora una volta ai suoi, la salvezza. Il 20 aprile 2016 realizza un altro record: diventa il marcatore clivense più anziano, con 37 anni e 8 giorni. L’età però appunto si fa sentire, e chiuderà la stagione con sole 5 reti. Il traguardo delle 100 reti arriva invece l’11 dicembre, contro il Palermo.

Largo ai giovani

Il 9 luglio 2018 viene annunciato il suo rinnovo del contratto, che gli consente di disputare la partita numero 500 con la maglia della squadra a cui ha dato veramente tutto, non riuscendo però a evitare la retrocessione, aritmetica già ad aprile, complici anche i punti di penalizzazione che la società si è vista infliggere per dei falsi in bilancio. Il suo infatti, è un addio al calcio dal retrogusto un po’ amaro.

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